Rendi cosciente l'inconscio, altrimenti sarà l'inconscio a guidare la tua vita e tu lo chiamerai destino.
Carl Gustav Jung
di Daniela Gulino, Ph.D. – Psicologa clinica e simbolista
Il Sistema Nervoso, un ponte tra corpo e mente.
Quante volte ci è capitato di avere mal di stomaco nei momenti di stress, una tensione alle spalle dopo una giornata pesante o delle difficoltà ad
addormentarci quando la mente non si ferma? Spesso pensiamo al corpo e alla mente come a due cose se-
parate. In realtà, mente e corpo sono profondamente connessi. Il sistema nervoso ne rappresenta il “ponte” traducendo ciò che viviamo emotivamente in risposte
fisiche concrete.
Quando proviamo ansia, paura, rabbia o preoccupazione, il nostro organismo si attiva automaticamente. Il cuore accelera, i muscoli si tendono, il respiro cambia. Sono reazioni naturali, utili in situazioni di pericolo. Il problema nasce quando questo stato di attivazione diventa costante.
Lo stress prolungato, le emozioni trattenute o non riconosciute possono mettere il sistema nervoso in uno stato di “allerta” continuo. In queste condizioni, il corpo fatica a ritrovare equilibrio e può iniziare a manifestare segnali
sempre più evidenti.
Tra i più comuni troviamo:
- Tensioni muscolari e mal di testa;
- Disturbi gastrointestinali come gastrite, reflusso o colon irritabile;
- Insonnia o sonno non ristoratore;
- Stanchezza persistente.
Il corpo, in questo senso, non va considerato un nemico da combattere, ma un messaggero da ascoltare. Spesso esso segnala infatti qualcosa che fatichiamo a riconoscere a livello emotivo: un sovraccarico, una preoccupazione, un malessere o una difficoltà che non ha trovato spazio per essere espressa.
Nella nostra cultura, tuttavia, siamo più abituati a prenderci cura del corpo che della mente. Davanti a un sintomo fisico cerchiamo una soluzione immediata, ma raramente ci chiediamo: cosa sto vivendo in questo momento? Che emozioni sto provando? Cosa sto trattenendo?
Imparare ad ascoltare i segnali del corpo non significa sostituire le cure mediche, ma integrarle con una maggiore consapevolezza di sé.
Alcuni piccoli passi possono già fare la differenza:
- Fermarsi e riconoscere ciò che si sta provando;
- Osservare i segnali del corpo senza giudicarli;
- Concedersi momenti di pausa e respiro parlare con una persona di fiducia.
Quando i segnali diventano persistenti o incidono sulla qualità della vita, può essere utile rivolgersi ad uno psicologo. Comprendere il legame tra emozioni e corpo permette non solo di ridurre i sinto-mi, ma anche di ritrovare un maggiore equilibrio e uno stato di benessere. Ascoltare il proprio corpo è, in fondo, un primo passo per prendersi cura di sé in modo più completo.
Farmacia Fiducia, aprile 2026
